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Venerdì, 17 Novembre 2017 15:06
L'appuntamento

“Tempesta di cervelli” per risolvere il rebus lavoro In evidenza

Titolari d’azienda, formatori, amministratori pubblici del territorio si sono seduti attorno a quattro tavoli e hanno dato il loro contributo su cosa bisognerebbe attivare per rendere meno difficile l’accesso all’occupazione

L’iniziativa è stata organizzata dalla cooperativa Solidarietà e Servizi, che gestisce lo sportello Lavoro del Comune di Buccinasco L’iniziativa è stata organizzata dalla cooperativa Solidarietà e Servizi, che gestisce lo sportello Lavoro del Comune di Buccinasco

Tre milioni di disoccupati, l’11,3 per cento dell’intera forza lavoro del Paese che non ha un’occupazione. Con tecnici ed esperti alla ricerca di soluzioni per creare un ponte di collegamento tra domanda e offerta. É quello che è avvenuto questa mattina all’interno della Cascina Robbiolo, a Buccinasco: una “tempesta di cervelli” scatenata  per tentare di comprendere quali sono le dinamiche attuali e indicare  le strade da intraprendere, anche da parte degli enti locali.

Quattro tavoli

Così, i titolari di una quindicina di aziende, alcuni formatori, amministratori pubblici del territorio si sono seduti attorno a quattro tavoli e hanno dato il loro contributo di  esperienze e idee, alcune anche originali, su cosa bisognerebbe attivare per rendere meno difficile l’accesso al lavoro per giovani, disabili, cinquantenni alla ricerca di una nuova opportunità d’impiego. L’iniziativa, organizzata dalla cooperativa Solidarietà e Servizi, che gestisce lo sportello Lavoro del Comune di Buccinasco si è trasformato in  momento di incontro informale. Che cosa è emerso? I dati saranno elaborati dagli esperti della cooperativa che dovrebbero approntare un progetto operativo.

Orientamento al lavoro

Una strada da percorrere, sviluppabile anche in ambito locale, è quella che porta all’orientamento all’università e allo stesso lavoro, open day o work shop che indichino le tappe di percorsi di studio che permettano l’acquisizione di competenze spendibili sul mercato. Altra strada riguarda l’alternanza scuola-lavoro per fornire ai giovani, le conoscenze necessarie a inserirsi nel mercato del lavoro, alternando le ore di formazione in aula a ore trascorse all’interno delle aziende. L’obiettivo è di superare il gap  tra mondo produttivo e mondo accademico in termini di competenze e preparazione.

Nuove figure professionali

In quest’ambito è stata segnalata la necessità che un tirocinio, a chiunque sia affidato, abbia sempre come e comunque la sua dignità, che il rapporto tra tirocinante e imprenditore sia sempre improntato alla massima trasparenza e non rimanga un obbligo da assolvere, dall’una o dall’altra parte. Perderebbe ogni suo valore. Che cosa serve quindi? Tutor aziendali, docenti impegnati in attività didattica in aula, docenti che curino i rapporti con le  aziende, consulenti. Una marea di nuove figure professionali che, forse vanno ancora formate.

Il "sogno consapevole"

Un altro tema è quello del “sogno consapevole”. Di che cosa si tratta? Tutti hanno un sogno, l'aspirazione di fare o diventare qualcosa. Il "sogno consapevole" è, grazie la mediazione tra le ambizioni di ogni individuo che si accinge a intraprendere un percorso formativo e le sue reali capacità. Non si può fare l’astronauta se si ha paura di un ambiente chiuso, come non si può fare la commessa in un negozio se non si ama parlare con il pubblico. A chi affidare il compito di far capire a qualsiasi candidato qual è la sua vera strada? Trovare la risposta sarebbe già un passo avanti. Una vera e propria rivoluzione.

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