domenica - 28 Febbraio 2021
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Coronavirus: meno contagi con la zona rossa ma è caos sulla fornitura di vaccini (seconda dose a rischio)

I ritardi nelle consegne del vaccino Pfizer costringono le regioni a rallentare la corsa, mistero sulla percentuale della popolazione che ha completato il ciclo vaccinale

coronavirus_vacciniQuasi tutti numeri hanno il segno meno davanti. Meno nuovi casi, meno ricoverati con sintomi, meno terapie intensive, lieve calo dei decessi. Dopo due settimane di lenta risalita di tutte le curve che riflettevano gli allentamenti pre-natalizi, tutti gli indici rivelano una riduzione dei nuovi casi grazie agli effetti del Decreto Natale, che nei primi giorni ha di fatto “colorato di rosso” l’intero Paese.

Lo afferma la Fondazione Gimbe che monitora in modo indipendente, rispetto ai canali ufficiali, l’andamento dell’epidemia. Rispetto all’attività di testing – sottolinea nell’ultimo rapporto – non vengono segnalate le variazioni di tamponi e persone testate perché dal 15 gennaio il bollettino del Ministero della Salute include anche i tamponi antigenici rapidi. In tal senso, il crollo del rapporto positivi/persone testate è di difficile interpretazione e non confrontabile con i dati precedenti, dove il calcolo era effettuato solo sui tamponi molecolari.

Grazie alla serrata di Natale si riduce l’incremento percentuale dei casi in quasi tutte le regioni con un lieve calo anche delle ospedalizzazioni. Un dato rimane: l’occupazione da parte di pazienti Covid continua a superare in 7 Regioni la soglia del 40% in area medica e in 11 Regioni quella del 30% delle terapie intensive.

Testori auto sai adsDiscorso a parte merita la questione dei vaccini. Il dubbio è sulla disponibilità delle dosi. Il Piano vaccinale nazionale prevede nel 2021 la consegna di 154,1 milioni di dosi: 28,3 nel primo trimestre, 57,2 nel secondo, 53,8 nel terzo e 14,8 nel quarto. I ritardi delle consegna da parte della Pfizer-BioNTech ha modificato ogni cosa. Non solo. I dati non risultano aggiornati in relazione ai nuovi contratti stipulati dalla Commissione Europea, allo status di avanzamento degli studi clinici e a quello di approvazione dell’European Medicines Agency (EMA).

Secondo gli approfondimenti effettuati dalla Fondazione Gimbe sui dati di Commissione Europea ed EMA:
• Dei vaccini approvati (Pfizer-BioNTech e Moderna) l’Italia dispone sulla carta di 102,3 milioni di dosi:
– 37,7 milioni di dosi con tempi di consegna già definiti dal Piano vaccinale;
– 64,6 milioni di dosi con tempi di consegna non noti. Tali dosi includono quelle previste dal contratto aggiuntivo stipulato dalla Commissione Europea con Pfizer-BioNtech lo scorso 8 gennaio (40,3 milioni) e quelle aggiuntive opzionali previste dai contratti con Pfizer-BioNTech (13,5 milioni) e Moderna (10,8 milioni).

• AstraZeneca si è impegnata a fornire 53,8 milioni di dosi, con tempi di consegna noti solo per 40,4 milioni di dosi (16,2 nel primo trimestre 2021 e 24,2 nel secondo), previa autorizzazione condizionata all’immissione in commercio (AIC) dell’EMA, il cui parere è atteso per il 29 gennaio.

• Le rimanenti 202,6 milioni di dosi riguardano vaccini per i quali le aziende non hanno presentato all’EMA la domanda di AIC: in particolare, per il vaccino di Johnson&Johnson è stata avviata la procedura di rolling review, Cure-Vac ha iniziato lo studio di fase 3 a metà dicembre (ma inspiegabilmente il Piano vaccinale prevede consegne già nel primo trimestre), mentre Sanofi-GSK ha posticipato le consegne al 2022. In sostanza, l’incertezza regna sovrana.

 

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