giovedì - 25 Febbraio 2021
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Immobile sequestrato alla ‘ndrangheta, la protesta degli inquilini

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Pronta una lettera degli abitanti delle palazzine che sorgono in via Monti 23, a Corsico, da inviare al sindaco Ventura: il degrado è insopportabile

“Hanno aperto il cantiere e poi l’hanno abbandonato lasciandoci in eredità un degrado che sembra non avere mai fine”. Monta la protesta delle venti famiglie che abitano gli edifici che si affacciano sull’immobile sequestrato al boss della ‘ndrangheta Rocco Agostino, che sorge in via Monti 23, a Corsico.

I lettori di pocketnews.it conoscono la sua storia (leggi qui).  Confiscata alla fine degli anni Novanta e diventata definitivamente patrimonio comunale nel 2002, fa parte della quindicina di beni sequestrati alla criminalità organizzata presenti a Corsico, ed è composta da tre appartamenti su tre piani, per oltre 160 metri quadri di superficie.

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Prima doveva diventare una casa per le donne vittime di violenza, poi doveva ospitare i papà separati in difficoltà economica. Il problema è che i soldi stanziati per la sua ristrutturazione non sono sufficienti. L’edificio ha problemi strutturali alle fondamenta e probabilmente dovrà essere abbattuto.

Quando? È quello che si chiedono le famiglie che vivono negli appartamenti che si affacciano nel cortile comune. “Nel luglio 2019 – dice oggi DP, la portavoce delle venti famiglie – il Comune ha messo in sicurezza la palazzina e ha iniziato i lavori di ristrutturazione. Sono durati tre giorni!”

“Hanno fatto appena in tempo a smantellare i bagni, – continua DP – poi si sono accorti che c’era qualcosa che non andava. Hanno chiuso il cantiere in tutta fretta lasciando nel cortile le macerie. Sono passati mesi senza che alcuno ci desse informazioni su quando stesse accadendo. Ci siamo allora rivolti all’ufficio tecnico. La risposta? La palazzina ha gravi danni strutturali, bisognerà buttarla giù”.

“Da quindici mesi – è l’amara riflessione di DP – viviamo nell’incertezza. L’unica certezza è lo spettacolo che ogni mattina ci accoglie quando usciamo di casa: macerie e rifiuti abbandonati all’interno e all’esterno della recinzione del cantiere, anzi dell’ex cantiere. Un cantiere che ha ridotto il numero dei parcheggi, già introvabili in zona. Il cortile è uno scempio: è un ricettacolo di immondizia e degrado, una vera manna per i topi. E siamo a due passi da via Cavour il cuore di Corsico”.

A nulla sono servite le richieste di smantellarlo. Alcune famiglie hanno cominciato a litigare per occupare i pochi posti auto disponibili. “Siamo ostaggio di questa palazzina – conclude DP – per questo motivo abbiamo deciso di scrivere una lettera al nuovo sindaco di Corsico, al quale chiederemo udienza. Speriamo accolga le nostre richieste, visto che quelle avanzate in quest’anno disgraziato al commissario prefettizio non sono servite a niente”.

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