giovedì - 25 Febbraio 2021
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Omnicomprensivo: gli studenti del Falcone Righi scendono sul sentiero di guerra

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Per il terzo giorno, i ragazzi protestano contro la rigidità di un protocollo che prevede soluzioni che non sono state adottate e che non si sa quando saranno introdotte

Gli studenti del Falcone Righi sono scesi sul piede di guerra. Hanno manifestato martedì, hanno manifestato ieri e stanno manifestando questa mattina. Protestano per le condizioni, causa Covid, cui sono costretti a frequentare la scuola. Protestano contro la rigidità di un protocollo che prevedeva soluzioni che non sono state adottate, anzi soluzioni che non si sa quando saranno introdotte.

Vanno a scuola senza libri e senza quaderni. Gli appunti? Sino alla settimana scorsa potevano portare solo un foglio, poi hanno dovuto usare i telefonini. Ma come si fa – protestano – a prendere appunti di informatica o elettronica con un telefonino. Da un mese le lezioni sono solo un surrogato. Molti, soprattutto quelli di quinta sono preoccupati sulla qualità della preparazione che dovrebbe portarli alla maturità.

Molti altri sono sconcertati perché al loro fianco, entrano dallo stesso cancello, i loro colleghi del Vico arrivano a scuola con tutto il normale corredo scolastico: libri, quaderni, penne e quant’altro serve per studiare. Le premesse, al Falcone Righi, erano diverse. Sembrava avesse adottato soluzioni all’avanguardia, invece…

Invece le promesse della preside Vittoria Amantea, promesse ribadite in una riunione ad inizio settembre (tablet per tutti gli studenti di tutte le classi, computer per le classi di informatica), non sono state mantenute. Le responsabilità andrebbero cercate tra alcuni fornitori. I tablet, per esempio, sono arrivati ma non sono stati distribuiti perché nelle classi mancano armadi particolari, attrezzati per la loro ricarica. Senza gli armadi (nessuno sa quando saranno installati), la preside non assegna i tablet.

I computer, invece, sono ancora in Cina. Dovevano essere istallati il 7 settembre, poi la data è stata rinviata al 15 ottobre e potrebbe essere posticipata. Difficoltà esistono anche sul fronte della connessione internet. Quando si attiva la didattica a distanza (i ragazzi frequentano con una giornata in presenza e una da casa collegati con il proprio computer) si perdono almeno 15/20 minuti per ogni ora di lezione.

I problemi non mancano anche sul fronte del vettovagliamento.  Al Falcone- Righi è proibito portarsi le merende da casa. Gli studenti sono stati invitati a rivolgersi al bar che sarebbe “meno pericoloso sul fronte del contagio da Covid”. Martedì, una loro delegazione è stata ricevuta dalla preside che ha riconosciuto i ritardi, ma, appunto, li ha attribuiti alle forniture in ritardo.

A chi ha chiesto il motivo per il quale al Vico gli studenti possono portare il proprio corredo scolastico e al Falcone –Righi no, la risposta sarebbe stata: “perché al Vico rispettano le regole anticontagio, al Falcone Righi, no”.  Lorenzo Cucci, rappresentante di classe, ha sottolineato: “Abbiamo l’appoggio di gran parte dei docenti e protesteremo sino a quando non avremo la garanzia di poter portare in classe zaini con libri e quaderni e non si venga più obbligati a rivolgersi al bar per fare merenda”.

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1 commento

  1. Le regole e soprattutto le limitazioni imposte da questa dirigente non trovano riscontro nella circolari ministeriali e nei DPCM. La Amantea è evidentemente terrorizzata dal Covid e umanamente possiamo anche comprenderla visto che ha contratto il virus nel periodo critico del lock down, ma non si può lasciare la gestione di un Istituto Scolastico nelle mani di una persona psicologicamente provata. Deve essere richiesto l’intervento dell’Ufficio Scolastico Regionale, non tanto perché manchino i pc ma perché, ad esempio, è vietato l’uso della carta o dei dispositivi personali, divieto che non trova alcun riscontro scientifico. Gli studenti con disturbo dell’apprendimento si vedono negati gli strumenti garantiti dalla legge 170 , strumenti che NON sono veicolo di contagio. Il Miur, in particolare il dott. Raffaele Ciambrone, dirigente dell’ufficio VII – Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione , devono intervenire per garantire il diritto allo studio degli studenti Bes e Dsa e questo andrà a vantaggio di tutti. Il comitato tecnico scientifico, deve valutare i limiti posti dalla dirigente per impedire che agisca da dittatore/sceriffo al di sopra della legge. Sono con gli studenti, continuate a scioperare finché non vi daranno ascolto. Tanto , per come è impostata ora, la scuola è giusto un area di parcheggio a giorni alterni

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