domenica - 28 Febbraio 2021
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Sarà la magistratura (penale e contabile) a far luce sullo scandalo delle auto sequestrate a Trezzano

La presentazione di una interrogazione parlamentare è stata annunciata dall’onorevole Fabrizio Cecchetti, durante una conferenza stampa organizzata questa mattina

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Nella foto, un momento della conferenza stampa organizzata questa mattina all’interno dell’hotel Tiffany a Trezzano sul Naviglio

Tanto tuonò che piovve. E di pioggia, nei prossimi giorni, settimane, mesi, ne potrebbe cadere davvero tanta sul Comune di Trezzano. Saranno infatti la magistratura penale e quella contabile a tentare di far luce sull’affaire delle auto sequestrate e lasciate marcire per anni nei depositi convenzionati. Una dimenticanza che rischia di costare alle casse comunali all’incirca mezzo milione di euro (qualcuno parla di 700mila euro).

Non solo. Non si tratta più di un caso “locale”, ma sta assumendo valenza nazionale visto la presentazione di una interrogazione parlamentare sottoscritta dall’onorevole Fabrizio Cecchetti e condivisa dagli altri parlamentari presenti questa mattina durante la conferenza stampa organizzata all’Hotel Tiffany, in via Leonardo da Vinci a Trezzano

La notizia della presentazione di un esposto alla Procura del Tribunale di Milano e alla Procura della Corte dei Conti, è stata data di rappresentanti locali dei partiti di minoranza presenti in Consiglio comunale: Lega, Fratelli d’Italia, M5stelle e Lista Padovani e dal presidente della Commissione di controllo comunale Antonino Puleo.

Alla conferenza stampa ha partecipato un“parterre de roi” che ha visto schierati al tavolo della presidenza oltre all’onorevole Fabrizio Cecchetti, altri quattro parlamentari, un europarlamentare, tre consiglieri regionali, più i segretari cittadini di Lega e Fratelli d’Italia Mario Buttè e Antonino Russo.

I lettori di pocketnews.it conoscono la vicenda. Si tratta delle auto sequestrare su ordine di enti locali o agenzia delle entrate per tasse o multe non pagate che invece di essere inviate, dopo 90 giorni dal sequestro, alla vendita per recuperare i costi e le tasse evase, sono state lasciate per anni (alcune anche dieci o dodici anni) all’interno dei depositi giudiziari convenzionati con il comune di Trezzano.

Nei mesi scorsi, i titolari dei depositi sono passati all’incasso (ogni giorno che un veicolo rimane nelle loro strutture ricavano mediamente da 3,5 a 4,5 euro) e hanno presentato alla polizia locale e quindi al Comune, fatture per circa 450mila euro. Le polemiche esplose dopo la pubblicazione da parte di pocketnews.it di documenti originali sull’intera vicenda hanno registrato una serie di scaricabarile tra i diversi protagonisti.

La novità di oggi è l’invio alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica del Tribunale di Milano di un esposto con il quale i capigruppo dei partiti di minoranza presenti in Consiglio comunale, Villa Zina, Ivano Padovani, Giuseppe Russomanno e Giorgio Ghilardi, hanno denunciato “lo spreco di denaro pubblico che da anni l’amministrazione comunale trezzanese a guida Partito democratico starebbe perpetrando ai danni dei cittadini”.

Saranno quindi i giudici penali e contabili a tentare di far luce sulla vicenda. Luce che nonostante un’indagine del segretario comunale, una della Commissione disciplina, non si è ancora accesa sui responsabili, amministrativi e politici, di tale scempio. Documenti spariti, troppi anni da esaminare, troppi cambi ai vertici della Polizia locale e nei settori preposti al controllo delle pratiche: questa la giustificazione, almeno sin ora.

L’esposto presentato ricostruisce alcuni importanti passaggi temporali oltre che comportamentali. Parte dal 2006, da quando cioè inizia la storia di “completa inefficienza nella gestione dei veicoli recuperati per sequestro, fermo amministrativo, rimozione e recupero e demolizione da parte della polizia locale di Trezzano sul Naviglio.

Ricorda che dal 2007, non è stata più effettuata la gara per la concessione del servizio di depositeria comunale, e “non sono stati adottati i procedimenti di rottamazione/vendita all’asta dei veicoli non reclamati dai proprietari”… e nemmeno si è proceduto al recupero delle spese nei confronti degli stessi”. Il risultato? La richiesta da parte dei titolari dei depositi di circa 500mila euro, per l’appunto.

Non solo. Un campanello d’allarme – accusano i firmatari dell’esposto – sarebbe dovuto squillare nel 2018 quando d’autorità, la Prefettura di Milano impose al Comune di Trezzano di pagare circa 110mila euro ai depositi utilizzati sino al 2011. Niente. “Neppure di fronte a questi atti – si sottolinea nel documento –comunicati al sindaco e al segretario comunale si attua qualsiasi forma di salvaguardia e perlomeno di controllo dell’operato della Polizia Locale”

Il sindaco avrebbe dovuto prendere dei provvedimenti. Anche perché è stata la stessa Prefettura, nel 2018, a sollecitare l’amministrazione comunale con comunicazioni con le quali si sollecitava “Il comune ad agire per il recupero effettivo delle spese di custodia da trasgressore ponendo in essere ogni utile iniziativa al fine di ottenere i crediti erariali direttamente da quest’ultimo”.

“Purtroppo – denuncia l’esposto – tali raccomandazioni sono rimaste inosservate da parte dell’amministrazione. Infatti nulla è stato recuperato fino ad oggi. Non solo: tale inosservanza ha contribuito a fare lievitare notevolmente il debito “ che ha raggiunto, ad oggi, “importi superiori ai 500mila euro, con evidente danno per l’erario”.

500mila euro: una spesa enorme che poteva e anzi doveva essere ridotta, se non evitata. Quali sono allora i provvedimenti adottati dall’amministrazione comunale da quando lo scandalo è scoppiato? Un’indagine affidata al segretario comunale non ha prodotto alcun risultato, così come quella della Commissione disciplina che aveva convocato l’ex comandante Michele Genna e il suo vice Salvatore Mento. I due non si sono presentati e hanno inviato due memorie difensive che sono state subito secretate.

Ma bastano i materiali resi pubblici a delineare un quadro, seppur approssimativo della questione. Dopo aver certificato “l’irreperibilità di alcuni documenti”, infatti, il segretario comunale nella sua relazione (a pag 7) ha scritto: “Fino ad oggi non sono stati compiuti atti che abbiano limitato la progressione del debito”. “Un vero esempio di malagestione” ha sottolineato Giuseppe Russomanno cui ha fatto eco Alessandro Morelli: “Oggi, i soldi servono come il pane ed è un atto gravissimo sprecarli in questo modo”.

Per evitare problemi finanziari (default o giù di lì), l’amministrazione comunale di Trezzano è corsa ai ripari approvando la scorsa settimana una variazione di bilancio con la quale ha stanziato 440mila euro per far fronte all’eventuale pagamento delle fatture emesse dai titolari dei depositi. “Lo abbiamo fatto per mettere in sicurezza il bilancio” è stata la giustificazione del sindaco Fabio Bottero e dell’assessore al Bilancio Domenico Spendio.

“Si tratta sempre di soldi pubblici sottratti dalle tasche dei residenti – hanno detto i firmatari del ricorso – soldi che potevano essere impiegati nelle scuole, nella manutenzione delle strade, negli aiuti alle attività commerciali messe in ginocchio dall’emergenza Coronavirus e invece servono solo a mettere una pezza a un’amministrazione rimasta in braghe di tela, braghe sfilacciate e piene di buchi”. La parola, adesso, passa ai magistrati.

Chi vuole ricostruire i diversi passaggi di questo scandalo può leggere gli articoli pubblicati da pocketnews.it in questi mesi:

https://www.pocketnews.it/auto-sequestrate-il-debito-del-comune-e-di-237mila-euro-aperta-unindagine-per-accertare-chi-ha-sbagliato/

https://www.pocketnews.it/polizia-locale-di-trezzano-azzerati-i-vertici-il-nuovo-responsabile-e-il-segretario-comunale/

https://www.pocketnews.it/polizia-locale-di-trezzano-azzerati-i-vertici-il-nuovo-responsabile-e-il-segretario-comunale/

https://www.pocketnews.it/auto-sequestrate-e-abbandonate-bottero-scatena-una-caccia-alle-streghe/

https://www.pocketnews.it/la-minoranza-diserta-il-consiglio-comunale-non-vogliamo-essere-coinvolti-nello-scandalo-delle-auto-sequestrate/

https://www.pocketnews.it/auto-sequestrate-accantonato-un-fondo-di-440-mila-euro-per-far-fronte-a-eventuali-pagamenti/

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