domenica - 28 Febbraio 2021
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Era stata violentata e rapinata, dopo 14 anni i carabinieri risolvono il caso

Cold Case riaperto e risolto: la vittima è una donna che nell’agosto del 2006 fu brutalizzata mentre si stava recando al lavoro

stuproQuesta mattina, dopo 14 anni dall’episodio, i carabinieri hanno rintracciato arrestato un algerino di 49 anni, senza fissa dimora, senza permesso di soggiorno e con numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio e la persona. È  “ gravemente indiziato” dei reati di violenza sessuale e rapina, entrambi aggravati, in danno di una donna italiana.

Il provvedimento è stato emesso dal gip del tribunale di Milano, Tommaso Perna. I fatti risalgono al 20 agosto 2006. Quel giorno, una donna si presentò al pronto soccorso della clinica “Mangiagalli” di Milano. Era sotto shock. Ai medici riferì che in mattinata, mentre stava raggiungendo a piedi la fermata dell’autobus per recarsi a lavoro, era stata avvicinata da un nordafricano.

banner-engel-volkers La qualità dell'abitareL’uomo, con la scusa di domandare l’ora, l’aveva dapprima afferrata per le braccia, poi, una volta messale la mano davanti alla bocca per impedirle di chiedere aiuto, l’aveva trascinata in un’area dismessa dove, minacciandola con una grossa pietra, l’aveva costretta a spogliarsi e a subire ripetuti atti sessuali. Subito dopo, le aveva rubato una catenina d’oro, 20 euro che portava in borsa e il cellulare. Poi era fuggito.

Nel corso del sopralluogo eseguito da personale della scientifica del comando provinciale dei carabinieri di Milano, furono ritrovati alcuni mozziconi di sigaretta, uno dei pendenti che indossava la donna, il sasso utilizzato come arma ed un capello nero. Questi reperti, oltre ai tamponi vaginali e ai vestiti indossati dalla vittima al momento dello stupro, furono inviati al Ris di Parma per gli accertamenti biologici.

Gli esami permisero di delineare il profilo genetico e il Dna maschile, appartenente alla stessa persona, ricavato da due reperti (un mozzicone di sigaretta e le tracce biologiche presenti sul tampone vaginale). Non trovando riscontri tra i dati conservati in archivio non fu possibile identificare l’autore della violenza. Così, il procedimento penale fu archiviato.

Il 30 novembre del 2020, dopo 14 anni,  il Cold case è stato riaperto.  Il Ris di Parma ha comunicato che la Banca Dati Nazionale dei Dna divenuta operativa nel Gennaio 2017, aveva accertato “una concordanza positiva tra il Dna trovato sui reperti rinvenuti sulla scena dello stupro con quello estrapolato da un tampone salivare eseguito a un indagato di furto, rinchiuso a San Vittore e nel frattempo, scarcerato.

Dopo la riapertura delle indagini, i carabinieri impegnati in “una complessa attività info-investigativa, anche di tipo tecnico”, coordinata dal  procuratore aggiunto Letizia Mannella e diretta dal sostituto procuratore  Alessi Menegazzo, hanno avviato le ricerche che hanno consentito di rintracciare l’indagato e di rinchiuderlo in una cella, in carcere.

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