domenica - 28 Febbraio 2021
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La minoranza diserta il Consiglio comunale: “Non vogliamo essere coinvolti nello scandalo delle auto sequestrate”

Dura presa di posizione dell’opposizione trezzanese all’ipotesi di inserire in bilancio 400mila euro di soldi pubblici per pagare i costi dei veicoli sequestrati lasciati a marcire nei depositi giudiziari: “Prima vogliamo i responsabili”

Trezzano-consiglio-desertoLa decisione era nell’aria ed è arrivata puntuale: tutti i rappresentanti della minoranza hanno disertato il Consiglio comunale di Trezzano che ieri sera aveva all’ordine del giorno una variazione di bilancio per trovare i soldi da destinare a pagare la permanenza delle auto sequestrate e lasciate per anni a marcire nei depositi convenzionati. Uno scandalo denunciato da pocketnews.it (leggi qui, qui, e qui)

Si tratta di un salasso per le casse comunali di circa 400mila euro di soldi pubblici messi a bilancio per mettere una pezza a un errore di cui non è ancora chiaro chi sia il responsabile. Dopo sette mesi di polemiche, indagini, commissioni disciplinari tutto è ancora in alto mare. Sono spariti importanti documenti che potrebbero chiarire quale ufficio comunale abbia sbagliato, non si sa nemmeno se 400mila euro sia la cifra finale o se la vicenda non riservi altre sorprese.

banner-ragno-300x250 okLe minoranze hanno diffuso un comunicato in cui hanno spiegato le ragioni della loro clamorosa decisione. “Tutti i gruppi di opposizione presenti in Consiglio Comunale – si legge nel documento – hanno deciso di non partecipare al Consiglio comunale convocato per il 28 gennaio in quanto hanno ritenuto che le responsabilità siano ancora da definire e che la posizione tenuta dal sindaco sia censurabile”.

Poi prosegue: “L’indagine sugli oneri derivanti da macroscopici errori di gestione nel servizio di deposito dei mezzi sequestrati, è nata su segnalazione dell’opposizione, avvenuta durante il Consiglio comunale che si è svolto nel mese di luglio del 2020. Di recente si sono riunite congiuntamente la commissione “Politiche finanziarie” e “Controllo Garanzia e Trasparenza” dove si è cercato di fare il punto sulla situazione nata con l’improvvisa richiesta di un’officina, pervenuta nel dicembre 2020, di una somma notevole, oltre 400.000,00 euro, non prevista in bilancio”.

Penultima tappa della vicenda la scorsa settimana quando la Commissione disciplinare avrebbe dovuto ascoltare l’ex comandante della Polizia locale Michele Genna e il suo vice Salvatore Mento. I due funzionari non si sono presentati ma hanno inviato le memorie difensive che ricostruiscono le loro versioni dei fatti.

A questo proposito la nota della minoranza sottolinea: “Il segretario comunale ci ha negato la possibilità di accedere alle memorie presentate dai dipendenti, sottoposti al giudizio della commissione disciplinare (sono state secretate ndr) mentre il sindaco prima ha tentato di stigmatizzare la fuga di notizie e poi ha irriso in modo inopportuno gli interventi dei commissari dell’opposizione, dimostrando ancora una volta di non aver ben compreso la gravità della situazione venutasi a creare e le corresponsabilità emerse”.

La nota rivela un altro aspetto della questione che se confermato getterebbe nuovi e più gravi dubbi sull’intera vicenda. “Durante lo svolgimento delle commissioni – è l’affondo – è risultato evidente che i fatti fossero già da tempo noti al sindaco Fabio Bottero e al vicesindaco e assessore al Bilancio Domenico Spendio almeno dai primi mesi del 2018, se non prima e anziché temporeggiare, avrebbero potuto agire rapidamente per ridurre in modo significativo lo spreco che oggi ci troviamo improvvisamente ad affrontare”.

Il bello è che il costo richiesto dalle aziende convenzionate, come affermato anche dalla Prefettura in più occasioni, attraverso una corretta e tempestiva gestione, può e poteva essere recuperato totalmente o almeno in parte, dai proprietari dei veicoli sequestrati portando a zero, o lì vicino, il costo per l’amministrazione. Invece? L’aver accumulato negli anni costi superiori ai 500 mila euro (alcune fatture intanto sono state pagate) rappresenta un chiaro ed evidente spreco di denaro pubblico che deve fare emergere le varie responsabilità.

Responsabilità che visto il clamore suscitato dallo scandalo e dalle cifre che la corte dei conti potrebbe infine addebitare anche all’intero consiglio comunale, vengono palleggiate dai principali protagonisti e dai loro referenti politici. L’affondo verso sindaco e giunta è pesante: “L’attuale Amministrazione ha rivolto solo le proprie attenzioni ai responsabili del servizio che si sono avvicendati negli ultimi anni trascurando chi, avendo responsabilità di controllo, non ha fatto nulla per impedire che tutto questo si aggravasse nel tempo”.

Alla fine della fiera, la variazione di bilancio è stata approvata con soli nove voti su sedici, appena uno in più per non essere bocciata. Infatti ieri sera non sono stati solo i consiglieri di minoranza a disertare la seduta, ma anche due della maggioranza: Alice Zatti della lista Trezzano con Fabio e Attilio Boccia del Pd. Per il momento paga Pantalone, poi si vedrà…

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